- Gipoco -
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Friday, 21 January, 2005
artigli misteriosi
Mi stavo recando presso il garage di un amico di vecchia data, quando un curioso artefatto della strada mi saltò all´occhio nel bel mezzo del camminamento. Eccolo lì fiero e austero come autografo di artista o graffiti incisi su un dolmen o scolpiti in un menir. Quale fiera che trova riparo nella metropoli savonese può cagionare cotale offesa alla superficie del cemento, inattaccabile dalle comuni manifestazioni della forza della natura e indefessa da lustri sotto l´attacco degli agenti atmosferici più disparati ?!
Ieri ho guantato un cageggio allorquanto gorregno: un barilotto adattatore che raddoppia la lunghezza focale dei vostri vetri. La luminosità cala di due stop e la freschezza della risposta cromatica della mia digitale ne risulta ubriacata, ma la potenza di questo dispositivo è indiscussa: il mio 300mm, moltiplicato x 1,6 dalla mia 20D diventa 480mm e con il 2x raggiunge la ragguardevole cima dei 960mm! Questo test la dice tutta.... ricordatevi l´empirica regola dei mm: ogni mm di luna equivale a 100mm di focale.
Un plauso sincero agli organizzatori di un evento che a fine anno ha riempito il teatro di Quiliano di giovini fanciulle danzanti e sospiranti spettatori in una cornice di musica, applausi, lacrime, stupore, battucuore e creatività. Io stesso ho avuto il privilegio di partecipare all´evento, anche se in modo marginale, tastando di persona la nobile passione investita nello spettacolo, la composizione diligente delle coreografie, la scelta accurata della colonna sonora e l´encomiabile talento che è stato infuso in ogni attimo di magia sul palcoscenico.
Oggi a mezzodì, in attesa di iniziare la mia pausa pranzo, ho pensato bene di fare una capatina in spiaggia, proprio di fronte alla mia abitazione, in cerca di qualche scatto furtivo con la "luce buona".... Invece di trascorrere qualche minuto di sciallo sulla battigia, eccomi scimmiato a rincorrere questa simpatica gazza, che poi ho scoperto mascotte del quartiere Fornaci dove dimoro da lustri, affezionata banchettatrice mai timorosa direttamente dalle mani di vecchi e piccini della zona.
Guardate come la luminosità del mio obiettivo non sia stata degradata dal mio nuovo "extension tube", grazie all´assenza di lenti nell´adattatore, che tra le altre cose garantiscono, assieme alle lenti APO del mio tele, una neutralità cromatica quasi assoluta. Qui ho aperto molto il diaframma per poter immortalare il vegetale nonostante il vento e per ottenere un piacevole effetto di sfocatura della sfondo. Addirittura la spina del bordo zigrinato del vegetale viene messa a fuoco solo in parte, a causa della profondità focale sottile come una lama di coltello.
Ho recentemente guantato un cageggio allorquanto semplice sia nel concetto che nella fattura, ma dagli usi stralleri: un anello adattatore per avvicinare il range di messa a fuoco dei miei obiettivi. Il dispositivo si installa tra corpo-macchina e gruppo ottico e permette di riprendere soggetti ravvicinati. Non sono impiegate lenti quindi l´immagine non è degradata, peraltro, allontanando le lenti dal piano focale, i raggi di luce sono più paralleli, cosa non da poco soprattutto per le reflex digitali.
Quale meraviglia in questo umile manufatto dedicato a onorare il Santo Natale in modo allorquanto insolito e anticonformista. Appena vidi cotanta creatività incarnata sotto una capanna improvvisata e qualche filo di paglia masticata, quasi non mi accorsi che i protagonisti dell´idillio erano maialini.... poi mi stropicciai gli occhi, prima di notare che erano tutti porcelli e anzi, si stavano allegramente ingroppando !! Ecco indi un monito per il 2005, invece della solita una bestemia, regalatevi un sorriso ;-P
Non pago delle recenti sessioni fotografiche con il buon Jena, ho pensato bene di collaudare gli ultimi amenticoli guantati per la mia Canon digitale.... e quale soggetto migliore di una bella nevicata mallarese per stuzzicare coni e bastoncelli. Quindi mi sono munito di guanti e scarponi, di filtri e obiettivi, di pala e catene.... e mi sono recanto in quel di Mallare per dare sfogo alle mie indefettibili polluzioni fotografiche post-natalizie, tra fiumi ghiacciati, tetti orlati di stalattiti di ghiaccio, rami incurvati dalla neve e antenne sbruffate di galiverna
Anche questa volta siamo giunti al termine della nostra avventura nel regno della mercificazione della tecnologia in ogni sua forma e deformazione. Nonostrante il nostro indugiare mesto oltre il calar del sole, a quanto pare ci sono ancora molti grebani pronti a farsi cullare tra le note in falsetto di queste sirene digitali, ammalianti ciccioni in mimetica o provocanti vecchiacce avide di danaro come sanguisughe, pronte a vendere il proprio ciarpame (e magari anche il proprio corpo, vorrebbero ;-) al grido di "NON SO COS E, 5 EURO !!"
Ecco qui invece qualcosa di squisitamente ricercato che si distingue dalla paccottiglia militare che giace invenduta da lusctri sui tappetini di velluto impolverato, stiamo parlando del vero, unico e inimitabile ciarpame da marc. Sono oggetti di cui tutti ci vorremmo liberare, se non li avessimo gia buttati da anni. Si distinguono per la classica presenza di un pezzo unico, come il grammofono sulla sinistra nella fattispecie, mirabile specchio per le allodole (o altri galliformi da pollaio o da appartamento).